“Un ecomuseo nel Comprensorio Casilino” Chissà quanti avranno colto la portata storica per il nostro territorio e per tutta la fascia sudorientale della città di questa semplice asserzione che condensa il senso della delibera assunta dal consiglio municipale in data 24 gennaio 2011! Probabilmente la notizia ai più sarà sfuggita sommersa nel mare di cronache spicciole e troppo spesso di basso profilo che alimentano l’informazione soprattutto a sfondo politico.
Ma su questo argomento è necessario soffermarsi, spendere cinque minuti del proprio tempo per capire di cosa stiamo parlando, per rendersi conto che nell’alchimia “Ecomuseo-Comprensorio Casilino” sta il futuro di chi vive in questo territorio perché ne intravede il valore e la bellezza sotto la crosta incancrenita dal degrado e dall’incuria.
Ma su questo argomento è necessario soffermarsi, spendere cinque minuti del proprio tempo per capire di cosa stiamo parlando, per rendersi conto che nell’alchimia “Ecomuseo-Comprensorio Casilino” sta il futuro di chi vive in questo territorio perché ne intravede il valore e la bellezza sotto la crosta incancrenita dal degrado e dall’incuria.
Curiosamente in pochi sanno che il Comprensorio Casilino, area verde, selvaggia e apparentemente abbandonata grande circa 12 volte Villa de Sanctis, ritagliata tra Casilina, Prenestina, via dell’Acqua Bullicante e viale della Primavera oltre ad essere una porzione di agro romano praticamente intatta, custodisce un patrimonio archeologico di importanza mondiale. Il Mausoleo di Sant’Elena, le Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro, Villa Gordiani, i reperti archeologici che denotano il passaggio della via Francigena sono le testimonianze inequivocabili di un passato illustre che connota quest’area come uno dei crocevia da cui si è sviluppata a partire dall’era tardo imperiale la storia della cristianità in occidente. Per la mirabile combinazione di bellezza naturalistica e valore archeologico il Comprensorio Casilino è equiparabile all’Appia Antica. Se ne differenzia purtroppo per la scarsa fruibilità e per l’anonimato che ne circoscrive la conoscenza ad un ristretto gruppo di addetti ai lavori. La poca consapevolezza dell’importanza di quest’area, la rende particolarmente vulnerabile. Il rischio che diventi oggetto di uno scempio urbanistico perpetrato dalle solite lobby degli affari e del cemento è tutt’altro che remoto. E’ necessario quindi che venga al più presto riconosciuta e valorizzata nella sua inestimabile vocazione umanistica e storico archeologica.
Da qui la proposta avanzata da una rete di cittadini e comitati raccolti sotto l’egida dell’Osservatorio Casilino e da un gruppo di esperti in campo accademico di trasformare il Comprensorio Casilino in un ecomuseo. La proposta è stata recepita in data 24 gennaio 2011 dal Consiglio municipale con apposita delibera.
Cos’è un Ecomuseo
L’ecomuseo è un contenitore aperto di spazi verdi e servizi . E’ un luogo dove si gode la natura (il parco), la cultura, (i beni archeologici) la storia del territorio . L’ecomuseo è molto più di un parco e molto più di un museo. E’ un luogo di incontro ,di socializzazione, di scoperta e di formazione per le nuove generazioni , un luogo dove in armonia con le peculiarità del territorio trovano la loro collocazione ideale: teatri all’aperto, fattorie didattiche, percorsi archeologici, piste ciclabili, giardini botanici, orti urbani, musei ovvero una sintesi di ciò che è in grado di dare consistenza e vitalità al tessuto sociale di una comunità urbana.
Perché un ecomuseo nel Comprensorio Casilino.
Come realizzare l’ecomuseo nel Comprensorio Casilino
Attualmente la proposta di ecomuseo sostenuta dall’Osservatorio Casilino e da alcune professionalità accademiche ha trovato una sponda istituzionale nel Municipio che l’ha fatta propria con la delibera assunta in data 24 gennaio 2011. E’ il primo passo di un processo lungo e articolato necessariamente fondato sull’interazione e l’apporto trasversale di Istituzioni , Università , Enti di tutela ambientale ed archeologica e Società Civile . Un processo la cui riuscita è affidata alla capacità di costruire finalmente una dialettica democratica tra istituzioni e cittadini chiamati a decidere sulle sorti del proprio territorio. Si tratta di una grandissima opportunità che sottende un diritto da rivendicare ma anche e soprattutto un dovere da compiere. Per noi stessi e per le generazioni a venire.
di Valeria Garbati
Comitato Torpignattara - Osservatorio Casilino
Comitato Torpignattara - Osservatorio Casilino

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