E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso primo marzo. È la marca postale elettronica (EPCM), una specie di “visto” che può essere apposto solo dagli uffici postali, in grado di verificare l’integrità di documenti trasmessi per via elettronica. A breve, quindi, si potranno spedire documenti elettronici anche importanti riducendo al minimo il rischio di eventuali manomissioni. In tempo di cybercrime, non sembra una cosa da poco, soprattutto per quelle aziende e quei professionisti che commerciano con l’estero. La Epcm (Electronical Postal Certification Mark) rende ciascun messaggio univocamente identificabile e inoltre consente di apporre l’ora e la data esatte di ricezione da parte di Poste Italiane.
Così, sia il mittente che il destinatario possono avere prova della ricezione da parte del gestore e dell’inoltro del documento attraverso un riferimento temporale univoco. Non solo: ad essere garantita è anche la riservatezza del documento perchè la marca elettronica viene apposta senza che l’operatore dia lettura al documento stesso.
Il sistema di marca postale elettronica non è altro che una vidimazione di documenti in formato digitale. E’ una tecnologia messa a punto con la collaborazione di Microsoft per l’Unione Postale Universale. In Italia, è stata resa norma con Decreto del 4 dicembre 2010. Per conoscere le altre offerte di servizi messe a punto da Poste Italiane, ecco qualche utile indizio.
Ad esempio il servizio Aspettami per garantire la ricezione della corrispondenza anche quando si è assenti da casa per ferie. Oppure il pacchetto assicurativo offerto gratis ai correntisti Bancoposta che attivano la carta di credito BancoPosta Più. Ecco dove trovare maggiori informazioni.
Nessun commento:
Posta un commento