martedì 8 marzo 2011

Attacchi di panico, ne soffre un romano su quattro

Roma, 3 marzo – Un romano su quattro soffre di attacchi di panico. Il dato emerge dalla ricerca effettuata dall'Istituto di Neuroscienze Globale (Isneg), in collaborazione con l'Istituto di sondaggi Swg. Si tratta quindi di un fenomeno diffuso, che colpisce soprattutto le donne, nella fascia d'età fra i 25 e i 54 anni e con un alto grado di istruzione.

A seguire, nella graduatoria dei soggetti colpiti dagli attacchi, i lavoratori autonomi tra i 35 e i 44 anni e i lavoratori dipendenti tra i 45 e i 54 anni. Gli attacchi di panico dividono, poi, chi ne è colpito in due categorie: i malati cronici, circa il 23 per cento, con un'età tra i 18 e i 60 anni, e i malati sporadici, il 21 per cento. Il fenomeno è in costante crescita anche tra gli under 18 e gli over 60.

Lo studio, i cui dati sono stati diffusi in Campidoglio dal direttore dell'Istituto di Neuroscienze, Rosario Sorrentino, alla presenza del presidente della commissione capitolina Sicurezza, Fabrizio Santori, mostra le difficoltà che incontra chi si trova a vivere in una grande città come Roma.

Tra i motivi scatenanti, messi in luce nell'incontro in Campidoglio, moderato da Alda D'Eusanio, ci sono lo stress e l'insicurezza del vivere in una metropoli, generati da particolari ambienti, come i luoghi affollati, il traffico, o anche da uno stile di vita che non facilita le relazioni sociali e anzi può amplificare il senso di solitudine. Tra le cause degli attacchi di panico ci sono ansia e depressione, uno stile di vita sedentario, e una scarsa prevenzione.

"La lotta agli attacchi di panico – ha dichiarato Fabrizio Santori - deve partire su più fronti: la cura, la ricerca e l'informazione. Questa patologia può essere deleteria per le persone colpite, al punto da limitarne la libertà di movimento e le relazioni sociali".

"Disturbi come il panico, la violenza psicologica domestica e tutto ciò che sembra riguardare unicamente la vita privata del singolo individuo – ha continuato Santori - sono all'attenzione dell'amministrazione capitolina che, unica in Italia, non lascia soli coloro che necessitano di un supporto concreto".

Questi i consigli forniti dal direttore dell'Istituto di Neuroscienze, Rosario Sorrentino: "Non sottovalutare la malattia, evitare il fai da te, intraprendere una terapia medico-farmacologica adeguata ed evitare psicoterapie inutili e dannose. La società e le istituzioni, poi, devono evitare di stigmatizzare queste malattie inducendo chi ne soffre a vergognarsene, perché le malattie ansiose depressive, nel 2020, saranno al primo posto tra le malattie più diffuse del pianeta".

Per raccogliere richieste d'aiuto anche un numero telefonico: 06671072477. Inoltre, saranno attivati corsi di formazione ed un laboratorio di ricerca e di monitoraggio del fenomeno.

03 MAR 2011 – MGP

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